Comunicato agli iscritti 11/09/2026
Care Colleghe e cari Colleghi,
abbiamo preso atto della manifestazione organizzata per richiamare l’attenzione sul riconoscimento economico delle indennità legate al rischio professionale e all’attività svolta nei Pronto Soccorso, nonché sulla necessità di una maggiore equità e di un’adeguata valorizzazione economica delle diverse professioni sanitarie.
L’Ordine comprende e riconosce pienamente la validità delle motivazioni alla base di questa iniziativa e ritiene doveroso che venga aperto un confronto serio e costruttivo sul riconoscimento del valore, delle competenze, delle responsabilità e delle condizioni di lavoro di tutti i professionisti sanitari.
Al tempo stesso, nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, l’Ordine non può assumere funzioni di rappresentanza sindacale né sostituirsi alle organizzazioni sindacali nelle rivendicazioni di natura contrattuale ed economica.
A tal proposito, si ricorda che la Legge 11 gennaio 2018, n. 3 (cosiddetta “Legge Lorenzin”), all’art. 1, comma 2, definisce gli Ordini delle professioni sanitarie come enti pubblici non economici che agiscono quali organi sussidiari dello Stato, al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all’esercizio professionale.
La stessa normativa stabilisce, inoltre, che gli Ordini non svolgono funzioni di rappresentanza sindacale.
Questo, tuttavia, non significa rimanere in silenzio.
L’Ordine TSRM e PSTRP Lecce, anche in coordinamento con gli altri Ordini della Puglia, ha sempre svolto un ruolo attivo nella tutela e nella valorizzazione delle professioni sanitarie, attraverso iniziative coerenti con le proprie competenze istituzionali.
In tale veste, continuerà a promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, un confronto autorevole e concreto sulle problematiche evidenziate, portandole all’attenzione delle istituzioni e sostenendo con determinazione la necessità di un adeguato riconoscimento delle competenze, delle responsabilità e del contributo che tutte le professioni sanitarie offrono al Servizio Sanitario Nazionale.
Lo faremo utilizzando gli strumenti propri di un ente sussidiario dello Stato, nel pieno rispetto delle nostre competenze, ma anche con la forza e l’autorevolezza che derivano dalla nostra rappresentanza istituzionale.
La questione della valorizzazione economica e professionale non può essere considerata separatamente dal più ampio tema della dignità e del riconoscimento del ruolo di ogni professionista sanitario.
Un sistema che non riconosce adeguatamente la pluralità delle competenze che lo sostengono rischia di generare squilibri, alimentare demotivazione e, nel lungo periodo, indebolire la qualità e la sicurezza delle cure.
Le conseguenze di questo squilibrio sono già evidenti:
- demotivazione dei professionisti delle aree tecnico-sanitarie;
- indebolimento della qualità diagnostica e assistenziale;
- progressiva difficoltà nel riconoscere e valorizzare competenze e responsabilità professionali;
- rischio di impoverimento e disaffezione verso alcune professioni sanitarie, con conseguenti ripercussioni sulla tenuta del sistema.
La valorizzazione e la dignità di ogni professione sanitaria rappresentano un impegno che questo Ordine continuerà a portare avanti nelle sedi appropriate, con responsabilità, determinazione e nel pieno rispetto del proprio ruolo istituzionale.
Il riconoscimento delle professioni sanitarie non è una questione di categoria: è una condizione necessaria per garantire un Servizio Sanitario più equo, competente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.

